«Allumi questa vita e l’altra adorni»

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

Il Rerum vulgarium fragmenta di Francesco Petrarca, che è conosciuto soprattutto con il titolo di Canzoniere, è una specie di “breviario” laico, composto di 366 poesie, come fossero tante preghiere dedicate alla sua Madonna Laura, una per ogni giorno dell’anno, ma la lode finale alla Vergine, messa a suggello dell’opera petrarchesca, è senza dubbio il segno indefettibile di un omaggio e dell’amore del grande poeta nei confronti della Madre di Dio.

Figlio di un notaio fiorentino esiliato per motivi politici, fin da piccolo Francesco Petrarca, nato ad Arezzo nel 1304, fu costretto a seguire i lunghi spostamenti del padre, che lo portarono in altre città toscane e poi ad Avignone, in Francia, dove all’epoca si era trasferito il Papato. L’arrivo di scrittori e dotti provenienti da tutta Europa favoriva il confronto e il dibattito, unitamente alla conoscenza che si poteva accumulare nelle numerose biblioteche private e al fiorente mercato letterario: questi saranno elementi fondamentali per la formazione di Francesco, intellettuale lontano dalla scuola e dalle università. Il suo primo maestro fu il dotto Convenevole di Prato, al cui magistero seguirono gli studi giuridici, presto oscurati dalla passione per i classici greci e latini.

Dopo la morte della madre, Eletta Cangiani, Petrarca decide di prendere gli ordini minori, mentre suo fratello Gherardo voterà la sua esistenza al sacerdozio, nel monastero di Montrieux. Nel 1330, il poeta entra al servizio del Cardinale Giovanni Colonna e ciò favorirà molto la sua futura consacrazione nell’olimpo dei letterati più importanti e famosi d’Europa. Viaggiatore mai pago, Petrarca sarà protagonista di numerosi spostamenti tra il 1347 ed il 1351, che toccheranno città come Parma, Verona, Padova, Mantova, piccoli centri come Carpi e Ferrara. Grande rilevanza avrà il suo viaggio a Roma nel 1350 in occasione del Giubileo. Finchè nel 1351 accetta l’invito di Clemente VI a tornare ad Avignone.

La Provenza lo ospita per altri due anni, un periodo di intenso lavoro, nei quali trovò una nuova vena artistica, ma proprio allora, improvvisa, maturò la decisione di rientrare in Italia. Lasciata la Francia nel 1353, scelse come dimora Milano, una città per lui sconosciuta. Ma fu a Valchiusa che nacque l’idea di raccogliere, con un criterio ordinatore e di ampliamento, le rime sparse, sottoposte fino agli ultimi anni di vita a un’intensa attività di edizione e di riorganizzazione.

Nella redazione definitiva il Canzoniere sarà formato da 366 rime, di cui 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali. L’innamoramento e la morte di Laura motivano la divisione dell’opera in due parti, in vita e in morte di Madonna Laura. La prima parte è segnata da un grande numero di rime legate alla vicenda d’amore e si conclude con un elogio di Laura, simbolicamente raffigurata attraverso l’alloro, esaltata anche per virtù e castità. La seconda è aperta da una canzone che osserva l’errore dell’infatuazione, I’vo pensando et nel penser m’assale, a causa della quale il poeta ha creduto, sbagliando, in un bene fatuo.

Petrarca rimpiange di aver perseguito per tanti anni “mortal bellezza, atti e parole”, che gli hanno “tutta ingombrata l’alma” fra “miserie e peccati”. Ora che, giunto “forse a l’ultimo anno”, ripone tutta la sua speranza nella Madonna, le chiede di non guardare i suoi meriti e il suo valore, ma «l’alta…sembianza» di Dio impressa come un sigillo anche nel suo misero cuore.

Petrarca aveva già indagato la contrapposizione tra vita contemplativa e vita mondana, che per lui era stata prevalente, giungendo ad una profonda introspezione dell’esistenza, affidata ai temi del Secretum, dialogo in tre libri sulla conflittualità dei suoi sentimenti, avente come interlocutore il grande S. Agostino. Poi, nel De ocio religioso, un trattato sulla vita ascetica nato da una visita al fratello Gherardo, sacerdote a Montrieux, aveva tessuto la consacrazione della felicità monastica, condizione privilegiata nella tradizione cristiana. Durante la lunga e complessa rielaborazione delle rime sparse, aveva concepito anche i Trionfi, un poema in volgare intriso della sua riflessione ideologica, presentata sotto forma di narrazione simbolica.

Il titolo era ispirato dalle spettacolari e successive rappresentazioni, cui il poeta immagina di assistere come in una visione significativa sul vero senso della vita. Le parti del poema – composto di terzine come la Commedia dantesca – sono sei, derivanti dal modello del sommo poeta anche per l’alternarsi di personaggi e situazioni esemplari, illustrate da una guida che accompagna Francesco in questo viaggio immaginario. Attenderà alla stesura dei Trionfi fino agli ultimi anni della sua vita, conclusasi il 19 luglio del 1374 ad Arquà, sui Colli Euganei, dove si era trasferito dal 1370 dopo che Francesco di Carrara gli aveva donato un terreno.

Nella canzone alla Vergine bella con cui si chiude la seconda parte del suo Canzoniere il Petrarca, pur non raggiungendo la forza teologica di Dante, tocca comunque vertici altissimi di poesia. Anche quello del Canzoniere, come la Commedia dantesca,appare ala fine come un percorso in un certo qual modo salvifico. Dalla situazione di difficoltà di «Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono», dal perenne struggimento interiore per l’incapacità di rivolgersi definitivamente al vero Bene l’autore passa all’affidamento del proprio male e della propria malinconia a Colei che volentieri viene in nostro soccorso. Una serie di appellativi mettono in risalto lo splendore e la missione della Madre di Dio: “Vergine bella, che di sol vestita, / coronata di stelle, al sommo Sole / piacesti sì che ‘n te sua luce ascose, /amor mi spinge a dir di te parole; /ma non so ’ncominciar senza tu’aita /e di colui ch’amando in te si pose.”

Petrarca non ci presenta come primo tratto la maternità della Madonna alla maniera di Dante, bensì la sua bellezza con un tocco di sensualità e, nel contempo, un richiamo all’Apocalisse (“di sol vestita, / coronata di stelle”). E’ lei, Maria, la sposa dello Spirito Santo (Colui ch’amando in te si pose), l’immacolata (d’ogni parte intera), figlia e madre di Dio (del tuo parto gentil figliuola e madre), la gioia degli uomini (‘l pianto d’Eva in allegrezza torni). Da lei, “umana e nemica d’orgoglio”, essendo la creatura umile per eccellenza, il poeta implora perdono e protezione: “Invoco lei che ben sempre rispose, /chi la chiamò con fede. / Vergine, s’a mercede / miseria estrema de l’umane cose /già mai ti volse, al mio prego t’inchina; / soccorri a la mia guerra, / ben ch’i’ sia terra e tu del ciel regina”.

L’amore non è più un fine, ma il mezzo per arrivare a capire la verità e giungere al Bene eterno. La voce di Petrarca è velata di pianto e sente la stanchezza per l’incessante lotta in cui è da sempre coinvolto, il dissidio irriducibile tra peccato e Grazia. La tipica invocazione alle muse propria della poesia epica viene sostituita dalla richiesta di aiuto alla Vergine perché il poeta possa incominciare la sua poesia, e Petrarca sente tutta la sproporzione tra la sua pochezza e la grandezza di Maria, che del cielo è regina. E allora implora: “Non guardar me, ma Chi degnò crearme; / no ‘l mio valor, ma l’alta sua sembianza / ch’è in me ti mova a curar d’uom sì basso”.

E all’avvicinarsi della morte, la richiesta della sua materna protezione in lui si tinge di speranza: “Miserere d’un cor contrito, / raccomandami al tuo Figliuol, verace / omo e verace Dio, / ch’accolga il mio spirto ultimo in pace”.

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articolo pubblicato sul mensile Madre di Dio di agosto-settembre 2012 /all rights reserved

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Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione.

Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico.

Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine).

Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino.

Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno.

Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo.

Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento.

Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia.

Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta.

Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it
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Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione. Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico. Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine). Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino. Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno. Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo. Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento. Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia. Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta. Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it

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