Corso Bovio

Corso Bovio

Poco fa mi sono trovata a pensare che domani è il 9 luglio ed è l’anniversario della scomparsa di Corso Bovio, indimenticato maestro di diritto e informazione, e anche di vita. Una morte, la sua, che mi suscita sgomento e incredulità ancora oggi, come il primo giorno, e che mi induce a una serie di pensieri.

Che cosa c’è nel cuore dell’uomo? Che cosa c’è dentro di noi quando gli altri rimangono fuori, fuori della porta dei sorrisi e dei saluti cordiali, un po’ stereotipati, della faccia allegra che ci dipingiamo ogni giorno per andare nel mondo, incontro all’ignoto.

È un mistero. Il cuore dell’uomo è un abisso. Come si può spiegare altrimenti quello che accade? Sono già nove anni, nove anni dalla morte di Corso Bovio, mi riesce difficile dire “suicidio”, perché una parte di me non ci vuole credere, non ci crede assolutamente…

Io ho conosciuto Corso Bovio negli anni Novanta, a Urbino, dove appena laureata frequentavo la scuola di giornalismo. Lui era il mio insegnante. Sono passati ormai molti anni, ma io ricordo perfettamente, lo ricordo come se fosse ieri, tutte le sue parole, e i suoi sorrisi, e gli sguardi che erano così intelligenti. Sì, era il mio insegnante preferito, perché sapeva come entrare – in punta di piedi – nel cuore degli altri.

Aveva un grande senso dell’umorismo, ci faceva anche divertire a lezione, non si prendeva sul serio, pur essendo una persona serissima. Era un vulcano di idee, di parole. Era una persona di grande valore. Era. Adesso bisogna usare questo verbo imperfetto: era. Ma basta un colpo di pistola per spazzare via tutto? Basta archiviare tutto come un suicidio, forse per un raptus, forse per chissà, e andare avanti nel caldo dell’estate, a parlar di tempo e di stagioni, di lavoro e di canzoni, senza fermarsi a pensare un poco?

Pensare alla vita, per esempio, a che cos’è la vita, al senso che le si è dato fino ad oggi e che le si vorrà dare, da domani. Pensare alla fragilità della condizione umana, alla precarietà di tutto, e c’è una roccia a cui aggrapparsi? C’è qualcosa di solido che non muta, che resta lì, su cui mettere le nostre impronte fragili e trarne sicurezza?

Abbiamo la consistenza delle foglie, dice Roberto Vecchioni in una sua canzone, eppure coltiviamo dentro di noi l’orgoglio smisurato di essere uomini. Fino al muro che si para davanti e non puoi scantonare più, fare finta che non c’è, che forse non c’è mai stato. Ma c’è stato sempre, e tu lo sai. Te ne accorgi solo ora, però, all’ultimo secondo. Allora capisci che sei soltanto un uomo. E che dentro di te brucia una ferita antica. Allora comprendi il senso di quei versi di Montale che dicono: “Tutte le cose portano scritto: più in là…”

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Maria Amata Di Lorenzo
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Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Maria Amata ha conseguito in precedenza una laurea in Lettere Moderne, lavorando per diversi anni nel giornalismo e nell'editoria e acquisendo competenze specifiche nel web marketing. Successivamente ha studiato Scienze della salute psicologiche e sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica. È autrice di numerosi libri - romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali - tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it
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Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Maria Amata ha conseguito in precedenza una laurea in Lettere Moderne, lavorando per diversi anni nel giornalismo e nell’editoria e acquisendo competenze specifiche nel web marketing. Successivamente ha studiato Scienze della salute psicologiche e sociali, specializzandosi come terapeuta nell’ambito della consulenza psicobiologica. È autrice di numerosi libri – romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali – tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it

5 thoughts on “Corso Bovio

  1. Cara Maria Amata, capisco che il ricordo del tuo professore ti rattristi e che a tutt’oggi non riesci a darti delle spiegazioni su quanto è accaduto, ma vedi a volte si indossa una maschera e quello che vediamo non è il vero volto….Siamo tutti fragili e vulnerabili e la nostra condizione è precaria, come hai detto tu stessa. Non ci sono rocce sicure a cui aggrapparci…inevitabilmente poi si scivola giù, dobbiamo confidare solo in noi stessi, nelle nostre capacità, nei nostri valori, essere fieri di ciò che siamo e di quello che facciamo per dare dignità e un senso alla nostra vita! Solo così possiamo sentirci in pace con la nostra coscienza, camminando con serenità tra i…muri possenti che ostacoleranno la nostra strada!

    1. Cara Antonella, grazie del commento.

      Per sdrammatizzare un po’ vorrei dire che Corso Bovio, che fu mio insegnante, era non solo un grande avvocato e un grande esperto sia del diritto che del mondo dell’informazione, ma anche il nipote – come ci disse fin dal primo giorno – di quel Libero Bovio autore della famosa canzone napoletana “Reginella” che tutti conoscono:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Reginella_(canzone)

      Si può ascoltarla su youtube nell’interpretazione di Roberto Murolo:
      http://www.youtube.com/watch?v=PkZW2cjRUCY

      Un caro saluto.
      Maria Amata

  2. Grazie Maria Amata per averlo ricordato. Oggi è il suo compleanno: avrebbe compiuto 65 anni. Sono stata la sua segretaria per oltre 15 anni e ricordo con nostalgia quando organizzavamo la discesa ad Urbino per le lezioni….
    L’uomo che vivevo tutti i giorni professionalmente è quello che hai descritto tu e anche a me ha lasciato tanto…. veramente tanto. E’ per questo che, a distanza di 6 anni, sento ancora tanto la sua mancanza…. il suo ricordo mi accompagna quotidianamente, nonostante fosse “solo” il mio datore di lavoro.

  3. Cara Anna,
    mi permetto di darti del tu, come tu fai con me, anche se non ci conosciamo personalmente. Sono molto emozionata a leggere questo tuo commento sull’indimenticabile Corso Bovio, Veramente indimenticabile. Sono passati tanti anni da quando ero studentessa di giornalismo a Urbino ma io non ho dimenticato nulla e se chiudo appena gli occhi mi sembra di risentire la sua voce, di rivedere il suo sguardo guizzante di intelligenza, uno sguardo che è ben vivo in me e che non saprei come tradurre con le parole…
    Grazie ancora. Spero di poterti incontrare un giorno, a Milano semmai, e così mi potrai raccontare a voce qualcosa di questo mio grande e indimenticato maestro di diritto e di vita.
    Un caro saluto.
    M. Amata

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