Forte come la roccia: il mondo di Giovanni Verga

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

“La Longa la portarono a casa su di un carro, e fu malata per alcuni giorni. D’allora in poi fu presa di una grande devozione per l’Addolorata che c’è sull’altare della chiesetta, e le pareva che quel corpo lungo e disteso sulle ginocchia della madre colle costole nere e i ginocchi rossi di sangue, fosse il ritratto del suo Luca, e si sentiva fitte nel cuore tutte quelle spade d’argento che ci aveva la Madonna. Ogni sera le donnicciuole, quando andavano a prendersi la benedizione, e compare Cirino faceva risuonare le chiavi prima di chiudere, la vedevano sempre lì, a quel posto, accasciata sui ginocchi, e la chiamavano anche lei la madre addolorata”.

È sicuramente una delle scene più intense de “I Malavoglia”, il grande capolavoro letterario nato dalla penna dello scrittore siciliano Giovanni Verga. Quando Maruzza, detta la Longa, apprende della morte del giovane figlio Luca diviene il ritratto della Madonna addolorata anche lei. Ed è a lei, a Maria, che si aggrappa nel suo dolore, per trovare un senso alla tragedia piombata all’improvviso sulla sua famiglia. Con la fede semplice e sorgiva della povera gente, che sa di non avere difensori in terra ma in cielo. Con la fiducia degli umili che sanno di essere sempre ascoltati, e accolti, da una Madre.

Tale è la fede e il sentimento religioso della plebe siciliana raccontata dal massimo cantore del verismo, una fede rocciosa e aspra, passata continuamente al crogiuolo della prova, scabra come i sassi, tenace come la vita.

Giovanni Verga nacque a Catania il 2 settembre 1840. Lì si svolse la sua prima formazione romantico-risorgimentale, allorché abbandonando gli studi giuridici, decise di dedicarsi esclusivamente alla letteratura. Dopo aver scritto i primi romanzi di carattere storico (“Amore e patria”, “I carbonari della montagna”, “Sulle lagune”) si trasferì a Firenze, dove frequentò i maggiori salotti letterari e compose le sue prime opere di successo, “Una peccatrice” e “Storia di una capinera”.

Successivamente andò a Milano dove frequentò l’ambiente degli Scapigliati, rappresentando in modo fortemente critico il mondo aristocratico-borghese nelle successive opere “Eva” (1873), “Tigre Reale” (1873), “Eros” (1875). In seguito alla scoperta del naturalismo francese matura in lui la svolta verso il verismo che sarà segnato dai racconti e dai romanzi di ambiente siciliano: “Vita dei campi” (1880), “I Malavoglia” (1881), “Novelle rusticane” (1883), “Mastro don Gesualdo” (1889). Alla produzione narrativa si affiancò quella teatrale, connotata da una forte drammaticità, che diede opere quali: “Cavalleria rusticana” (1884), “La lupa” (1884), “In portineria” (1885), “Dal tuo al mio” (1903).

L’approdo al verismo nasceva in lui anche dall’esigenza di riscoprire un mondo umano più vero, con l’intuizione che l’umanità più autentica era quella che lui si era lasciata alle spalle, nelle desolate terre malariche della Sicilia, quell’umanità che stentava la vita giorno per giorno nelle cave di pietra, nelle saline, o su una barca sgangherata che affrontava i rischi di un mare spietato nella sua violenza e avaro di pesci. La sua cosiddetta conversione al verismo era in realtà lo sbocco naturale della sua personalità di uomo e di artista.

Il suo capolavoro è considerato “I Malavoglia”. La storia si svolge ad Acitrezza nei primi anni dell’unità d’Italia. Al centro una famiglia di pescatori conosciuta e rispettata da tutti che poteva considerarsi in un certo senso agiata grazie ai proventi ricavati dalla pesca con la barca chiamata la “Provvidenza”.

La catena delle disgrazie inizia con l’acquisto a credito di un carico di lupini da trasportare sulla barca. Purtroppo una tempesta fa affondare la nave. Muore così Bastiano, figlio del capo famiglia Padron Ntoni, marito di Maruzza e padre di cinque figli:’Ntoni, Mena, Lia, Luca, Alessi. Tutti cercano allora di arrabattarsi per saldare il debito dei lupini affondati con la barca, ma assai presto durante il servizio militare di leva, nella battaglia di Lissa, muore il giovane Luca. Distrutti dai dispiaceri, i Malavoglia non riescono a saldare il debito e così viene tolta loro la casa di famiglia, detta la “Casa del nespolo”.

A questa seguono altre disgrazie: la morte di Maruzza la Longa per il colera, il traviamento del giovane ‘Ntoni, che, tornato cambiato dal servizio militare, non si adatta alla vita di stenti, si unisce a una compagnia di contrabbandieri e ferisce con una coltellata il brigadiere don Michele, che lo ha sorpreso in flagrante con gli altri. ‘Ntoni è condannato a cinque anni di carcere e la sorella Lia, considerandosi colpevole verso di lui, scappa di casa e si perderà.

Il disonore getta nella costernazione la famiglia dei Malavoglia: padron ‘Ntoni, affranto, si ammala e muore all’ospedale. La nipote Mena rifiuta di sposare compar Alfio, pur essendone innamorata, perché si sente anche lei disonorata per la perdizione di Lia. Solo Alessi, che nel frattempo ha sposato la Nunziata, con la sua laboriosità riesce a riscattare la vecchia casa del Nespolo, dove tornerà ad abitare.

E’ un mondo di vinti, quello che lo scrittore siciliano racconta in questa che è la sua maggiore opera e negli altri testi da lui prodotti. Un mondo di vinti “che la corrente ha deposto sulla riva dopo averli travolti e annegati”. Un mondo di disperati in lotta con il destino avverso cui inesorabilmente soccombono quando si staccano dalla religione, dalla famiglia e dal lavoro.

 La sua è una visione della vita tragicamente pessimistica, arresa al fato, che si pone in netta antitesi con l’ottimismo imperante dei suoi tempi. Tale concezione della vita gli fa credere che tutti gli uomini siano sottoposti a un destino impietoso e crudele che li condanna non solo all’infelicità e al dolore, ma ad una condizione di immobilismo nell’ambiente familiare, sociale ed economico in cui sono venuti a trovarsi con la loro nascita. E chi cerca di uscire dalla condizione in cui il destino lo ha posto, non trova la felicità sognata, ma va incontro a sofferenze più grandi, come succede a ’Ntoni dei Malavoglia o a Mastro Don Gesualdo.

Per Verga allora non rimane che la rassegnazione eroica e dignitosa al proprio destino. Questa concezione fatalistica e immobile dell’uomo sembra in un certo senso contraddire la fede nel progresso propria delle dottrine positivistiche del suo tempo. In realtà, Verga non nega affatto il progresso, ma lo riduce alle sole forme esteriori, non dona la felicità ma solo lacrime. E tuttavia, sembra volerci dire lo scrittore, c’è qualcosa che si erge al di sopra di tutto e che riscatta lo squallore, l’insensatezza dell’esistenza: quel sentimento della grandezza e dell’eroismo che porta il Verga ad assumere verso i “vinti” un atteggiamento misto di pietà e di ammirazione. In secondo luogo, non meno importante, c’è la fede in alcuni valori che sfuggono alla dure leggi del destino e della società: la religione, la famiglia, la casa. A cui si aggiungono la dedizione al lavoro, lo spirito del sacrificio e l’amore nutrito di sentimenti profondi, fatto di silenzi e di pudore, ma forte come una roccia.

E come una roccia è la fede dei personaggi verghiani. I diseredati sanno di potersi affidare solo a Maria, il cui nome ritorna incessantemente nelle loro frequenti invocazioni, che in Sicilia assumono quasi la connotazione di un vero e proprio intercalare. Così il riferimento alla Vergine non manca mai, come quando ne I Malavoglia la Longa raccomanda ai figli di tenersi “sempre sul petto l’abitino della Madonna”. Una esortazione semplice, se vogliamo ingenua, che però esprime il sentimento profondo della gente umile, il suo affidarsi di Maria, il suo naturale bisogno di abbandonarsi a lei, confidando interamente nella sua materna protezione, nel segno della pietà e della carità divina.

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Maria Amata Di Lorenzo è un'autrice di libri, articoli, saggi, testi per il teatro e il cinema. Le sue opere fino ad oggi sono state diffuse in otto lingue. Il suo blog "Il mondo di Maria Amata" è attualmente disponibile nel web in italiano, inglese, francese e spagnolo.

Ha conseguito una prima laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel frattempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni a divenire un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico.

Ha iniziato molto presto a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. Giovanissima, ha pubblicato il suo primo libro, si trattava di una raccolta di versi (attualmente confluita nell'opera poetica "In cammino senza lasciare la casa") che ebbe splendide recensioni e ottenne l'incoraggiamento di Gesualdo Bufalino. Dopo quel positivo esordio sono usciti molti altri libri e i suoi testi fino ad oggi sono stati tradotti in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in tredici Paesi nel mondo.

Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento.

Dopo quattordici opere, scelte e pubblicate da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, Maria Amata Di Lorenzo ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi libri - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta.

Fanno parte di questo nuovo corso editoriale anche i volumi pubblicati nella serie 'Amici dello Spirito' che sono: "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux" (Vol. I), "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (Vol. II), pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale, e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio" (Vol. III), trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia.

Nella primavera 2018 è uscito il quarto volume della serie, "La strada di Jorge", il ritratto di un bambino, ragazzo e uomo che per noi è diventato Papa Francesco. Da indagatrice dell'anima, Maria Amata Di Lorenzo in questo libro scava nella vita e nella personalità del pontefice argentino, portando alla luce gli aspetti più intimi della sua esistenza prima della chiamata sul soglio di Pietro e il suo lungo cammino "a cuore aperto" da Buenos Aires al mondo.

Fanno inoltre parte della serie 'Amici dello Spirito' i volumi: "Dall’eternità il suo amore per me. Vita mistica di santa Faustina Kowalska" (Vol. V), "Il canto segreto di Edith" (Vol. VI), "Il ragazzo con le stelle negli occhi. Vita e pensieri di Pier Giorgio Frassati" (Vol. VII), "Rosario Livatino. La giustizia esige l’amore" (Vol. VIII), "Mistici e santi e intrepidi cercatori di Dio" (Vol. IX).

La scrittura occupa un posto importante nella vita di Maria Amata Di Lorenzo ma non è il suo unico campo. Nella seconda parte della sua vita, infatti, Maria Amata ha voluto dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e si è rimessa a studiare con serietà a livello universitario e post-universitario specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine).

Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Comunicazione Non Verbale e Programmazione Neurolinguistica, Naturopatia Scientifica e Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico, ed attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore Psicobiologico del Benessere. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale.

Terapeuta in formazione continua, secondo i buoni principi del "life-long learning", si interessa in modo particolare del potere terapeutico della creatività e di temi come lo sviluppo psichico, la crescita personale, la spiritualità e il pensiero positivo. Appassionata studiosa di metafisica ed esperta in psicologia della salute, medicina energetica e counseling spirituale, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione.

È presente su Facebook, ed è possibile trovarla anche su YouTube con il suo canale video, inoltre è su Linkedin, Google+ e su Twitter. Il suo blog in italiano è questo: www.mariamatadilorenzo.it
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*** Maria Amata Di Lorenzo è un'autrice di libri, articoli, saggi, testi per il teatro e il cinema. Le sue opere fino ad oggi sono state diffuse in otto lingue. Il suo blog "Il mondo di Maria Amata" è attualmente disponibile nel web in italiano, inglese, francese e spagnolo. Ha conseguito una prima laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel frattempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni a divenire un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico. Ha iniziato molto presto a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. 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Fanno parte di questo nuovo corso editoriale anche i volumi pubblicati nella serie 'Amici dello Spirito' che sono: "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux" (Vol. I), "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (Vol. II), pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale, e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio" (Vol. III), trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia. Nella primavera 2018 è uscito il quarto volume della serie, "La strada di Jorge", il ritratto di un bambino, ragazzo e uomo che per noi è diventato Papa Francesco. Da indagatrice dell'anima, Maria Amata Di Lorenzo in questo libro scava nella vita e nella personalità del pontefice argentino, portando alla luce gli aspetti più intimi della sua esistenza prima della chiamata sul soglio di Pietro e il suo lungo cammino "a cuore aperto" da Buenos Aires al mondo. Fanno inoltre parte della serie 'Amici dello Spirito' i volumi: "Dall’eternità il suo amore per me. Vita mistica di santa Faustina Kowalska" (Vol. V), "Il canto segreto di Edith" (Vol. VI), "Il ragazzo con le stelle negli occhi. Vita e pensieri di Pier Giorgio Frassati" (Vol. VII), "Rosario Livatino. La giustizia esige l’amore" (Vol. VIII), "Mistici e santi e intrepidi cercatori di Dio" (Vol. IX). La scrittura occupa un posto importante nella vita di Maria Amata Di Lorenzo ma non è il suo unico campo. Nella seconda parte della sua vita, infatti, Maria Amata ha voluto dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e si è rimessa a studiare con serietà a livello universitario e post-universitario specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine). Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Comunicazione Non Verbale e Programmazione Neurolinguistica, Naturopatia Scientifica e Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico, ed attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore Psicobiologico del Benessere. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Terapeuta in formazione continua, secondo i buoni principi del "life-long learning", si interessa in modo particolare del potere terapeutico della creatività e di temi come lo sviluppo psichico, la crescita personale, la spiritualità e il pensiero positivo. Appassionata studiosa di metafisica ed esperta in psicologia della salute, medicina energetica e counseling spirituale, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione. È presente su Facebook, ed è possibile trovarla anche su YouTube con il suo canale video, inoltre è su Linkedin, Google+ e su Twitter. Il suo blog in italiano è questo: www.mariamatadilorenzo.it

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