La freccia di Grazia Deledda

images (1)

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

Le sue spoglie riposano a Nuoro, nel luogo che lei aveva più amato da fanciulla, la chiesetta dove si recava spesso in solitudine per ascoltare quello che le dettava il cuore e che aveva ricordato così spesso nei suoi romanzi: la Chiesa di Nostra Signora della Solitudine.

Stiamo parlando di Grazia Deledda, colei che ingiustamente oggi è quasi dimenticata dalle nostre antologie letterarie ma che è stata l’unica donna e scrittrice italiana a ottenere il Premio Nobel per la Letteratura, che le venne conferito nel 1927 con la seguente motivazione: “Per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.

Grazia Deledda era nata a Nuoro il 27 settembre 1871 da Giovanni Antonio e Francesca Cambosu, quinta di sette figli. Autodidatta, esordì appena sedicenne con novelle pubblicate su giornali di moda e per fanciulli. Nel 1895 uscì il suo primo romanzo, “Anime oneste”, che ebbe la prefazione di Ruggero Bonghi, un letterato all’epoca assai noto.

Dopo il matrimonio nel 1900 con un funzionario ministeriale, Palmiro Madesani, abbandonò l’isola natia per trasferirsi a Roma e da lì in poi uscirono i suoi romanzi più famosi come “Elias Portolu” (1903) che Attilio Momigliano definì il romanzo di più alta moralità nella letteratura italiana dopo i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, “Cenere” (1904), “Canne al vento” (1913), da cui fu tratto uno sceneggiato televisivo di enorme successo, “Marianna Sirca” (1915), “La Madre” (1920), “Il Dio dei viventi” (1922).

Grazia Deledda fu una scrittrice molto feconda. I suoi romanzi venivano pubblicati sulle più prestigiose riviste dell’epoca e poi raccolti in volume, una modalità che allora era riservata solo agli autori di successo del calibro di un Balzac, Tolstoj, Zola.

I motivi ricorrenti della sua narrativa sono il senso della fatalità del destino, la forza primigenia e irriducibile delle passioni che portano alla colpa, il sacrificio eroico che sovente ristabilisce la norma. Il tutto immerso nell’arcaica solennità della Sardegna, sua terra natia, che diventa nelle pagine dei suoi romanzi un territorio mitico e senza tempo dove si svolgono le grandi tragedie umane.

“Accostata ora al verismo ora al decadentismo, la Deledda sfugge alle classificazioni manualistiche”, afferma Neria De Giovanni, che è tra le massime esperte di Grazia Deledda, a cui ha dedicato molti studi, confluiti in vari volumi, tra cui “Come la nube sopra il mare. Vita di Grazia Deledda” (2006); “il suo immaginario letterario – spiega – è ancorato alla cultura della società agro-pastorale della Sardegna con rapporti più stretti con il mondo biblico che con quello del resto della penisola italiana a lei contemporanea”.

Nel 1927 la Deledda ottenne, come si è detto, il Premio Nobel e a tutt’oggi rimane l’unica scrittrice italiana ad aver conquistato tale ambitissimo riconoscimento internazionale.

 images (5)L’ave in montagna

Nei romanzi della grande narratrice sarda le vicende umane si inseriscono in un contesto di continua lotta tra il peccato e la volontà di riscatto. In questa lotta, gli uomini appaiono, come dice il titolo di un suo famoso romanzo, come “canne al vento”, ossia come creature fragili in balia del destino.

Nelle sue opere predominano i sentimenti dell’amore, del dolore e della morte su cui aleggia sempre il senso della colpa e la coscienza di una inevitabile fatalità. I suoi personaggi, irrequieti e spesso travagliati da dissidi interni, sono però ogni volta sostenuti da una profonda intimità religiosa, muovendosi sullo sfondo di un paesaggio arcaico e austero, che quasi sempre è quello sardo.

Vi è una Deledda poi meno conosciuta ed è quella delle liriche (scrisse infatti poesie in sardo nuorese e anche in italiano). In modo particolare, una sua poesia dedicata alla Madonna merita di essere ricordata: L’ave in montagna.

Al centro di questo sonetto c’è una chiesetta dedicata alla Beata Vergine, santuario campestre come ve ne sono molti intorno alla nativa Nuoro e che furono teatro di molte storie uscite dalla sua penna, come il pellegrinaggio espiativo del servo Efix in Canne al vento, solo per ricordarne uno.

Leggiamola: “Ave, o Santa Maria della montagna, / che sogni ne la povera chiesetta, / mentre fuori il bosco, dove stagna / il vespro, l’alba de la luna aspetta. // Ave, o Maria: di chi muore e si lagna / giunga il singulto sino alla tua vetta, / sino al tuo sogno, sino a la tua magna / misericordia, e in Essa si rimetta. // E tu provvedi: l’alta pace arcana / ch’ora inspira la triste mia preghiera / piova su tutti eguale, su la stanca // testa dei vegli come su la bianca / fronte de le fanciulle, e piova intera / con piena grazia, a un’Anima lontana!”

Non è il solo scritto di ispirazione mariana. Tutta la produzione della Deledda è innervata da una forte religiosità, in cui convive il senso misterioso del peccato e della colpa, la bellezza e il raccapriccio, insieme alla triste, ma saggia, consapevolezza che il male è nella vita stessa, come il bene.

Ad un certo punto, si legge in Canne al vento, “Efix s’inginocchia ma non prega, non può pregare, ha dimenticato le parole; ma i suoi occhi, le mani tremanti, tutto il suo corpo agitato dalla febbre è una preghiera”. Ecco che la vita, la vita stessa ed il nostro corpo possono divenire offerta e preghiera, come Cristo in croce. E così, anche all’inizio del romanzo, il narratore racconta riferendosi ad Efix: “Aveva lavorato tutto il giorno e adesso, in attesa della notte, mentre per non perder tempo intesseva una stuoia di giunchi, pregava perché Dio rendesse valido il suo lavoro. Che cosa è un piccolo argine se Dio non lo rende, col suo volere, formidabile come una montagna?”

downloadNostra Signora della Solitudine

Ma dicevamo del sonetto L’ave in montagna, che non rappresenta certo un unicum di carattere mariano nella produzione letteraria della Deledda. Ci viene in mente, a tal proposito, un romanzo, pubblicato nell’anno stesso della sua morte, che avvenne a Roma il 15 agosto 1936.

Il romanzo si intitola “La chiesa della solitudine” ed è la storia di una donna, che si chiama Concezione, la quale viene colpita dal cancro al seno, lo stesso male che ucciderà la scrittrice. A questo punto la donna capisce di non potersi più sposare e allora invoca la Vergine affinchè le dia la forza di allontanare da sé il giovane di cui è innamorata. Per certi versi questa storia ricorda quasi il voto alla Madonna della Lucia manzoniana.

“Maria Vergine, tu che esaudisci chi si rivolge a te con la fede del cieco sicuro di rivedere la luce in un’altra vita, Maria piena di grazia, accogli la preghiera della tua povera Concezione: toglile dal cuore questa freccia”.

Sono pagine delicate e molto belle, soprattutto quando l’autrice tratteggia il pudico sentimento che Concezione comincia a sentire per Aroldo, questo giovane uomo che ha fatto breccia nel suo cuore, così diverso dagli altri suoi pretendenti, con “la bocca fresca che non sapeva né di vino né di tabacco, gli occhi pieni di azzurro, il silenzio prudente e appassionato”.

Tre volte Concezione recitò l’Ave, “poiché la Madre di Dio non nega il suo conforto a chi la saluta come un’amica fedele”, scrive la Deledda.

Ma attorno a lei, alla giovane ammalata, si fanno ressa i pretendenti (“come cani affamati”), che mirano solo alla sua ricchezza, senza sapere del male che già la mina, “annidato come un serpente velenoso” nel suo petto.

Ma Concezione alla fine ripone tutta la sua fiducia nell’intercessione della Madre di Dio. In un atto di supremo abbandono, tre volte recitò l’Ave, e “già alla terza sentiva il calore della protezione divina sfiorarle il cuore”.

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

articolo pubblicato sul mensile Madre di Dio – maggio 2013 / all rights reserved

 *

Maria Amata Di Lorenzo
Social

Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione.

Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico.

Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine).

Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino.

Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno.

Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo.

Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento.

Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia.

Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta.

Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it
Maria Amata Di Lorenzo
Social

Latest posts by Maria Amata Di Lorenzo (see all)

Leggi anche

Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione. Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico. Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine). Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino. Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno. Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo. Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento. Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia. Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta. Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it

lasciami il tuo commento... per me è importante ❤