Un genio incompreso: James Joyce

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© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

“Dalla tranquilla chiesetta, di quando in quando, usciva a fiotti nella pace circostante una voce di preghiera per colei che è nel suo immacolato fulgore un faro sempiterno per il cuore umano sbattuto dalle tempeste, Maria, stella del mare”.

Un grande scrittore del Novecento, James Joyce, e la Santa Vergine, Madre di Dio. Accostamento ardito: chi l’avrebbe mai detto? Ma queste righe sopra citate fanno parte della sua opera forse più nota, l’ ”Ulisse”, e ci trasportano con pochissimi tratti in una atmosfera profondamente intima e religiosa. 

Romanzo molto controverso, l’ ”Ulisse” di Joyce è oggi riconosciuto come il capolavoro più singolare di tutto il Novecento. Sul filo del cosiddetto “monologo interiore” e di un parallelismo ironico con la “Odissea” omerica, la forma tradizionale del romanzo viene superata per elaborare un linguaggio narrativo dove si incrociano e confluiscono diversi stili, registri, suggestioni, tradizioni e materiali differenti, nel tentativo di abbracciare il paesaggio multiforme della modernità attraverso la dimensione dell’inconscio.

Più volte censurato, fu pubblicato a Parigi nel 1922 e in Inghilterra soltanto molti anni dopo, ma questo destino per certi versi molto tribolato possiamo dire che sarà una caratteristica non solo dell’opera ma di tutta la vita di questo grande scrittore irlandese.

James Joyce era nato a Dublino il 2 febbraio del 1882. Doveva diventare sacerdote ed infatti, giovanissimo, studiò in diverse scuole di gesuiti; tuttavia, in seguito frequentò l’Università di Dublino studiando filosofia e lingue.

Già in questi anni James manifesta un carattere anticonformista e ribelle. Difende con articoli e conferenze il teatro di Ibsen, considerato a quei tempi immorale e sovversivo, e pubblica “Il giorno del Volgo”, un pamphlet nel quale si scaglia contro il provincialismo della cultura irlandese. Si allontana dalla religione cattolica, anche se – come vedremo – il retaggio di tale educazione resterà fermamente ancorato alla sua anima, pur tanto inquieta ed errabonda.

Dopo la laurea ottenuta all’Università di Dublino, decide di iscriversi a medicina e si trasferisce a Parigi per studiare alla Sorbona ma sarà costretto presto a ritornare a Dublino in seguito alla morte della madre. Nella sua città lavora per un certo periodo di tempo come insegnante privato. Intanto sul giornale “Irish Homestead” escono tre racconti che poi saranno compresi in “Gente di Dublino”.

Nel 1904 incontra Nora Barnacle, proveniente dall’Ovest dell’Irlanda per fare la cameriera a Dublino, che gli sarà accanto tutta la vita. Sempre nel 1904 scrive il saggio autobiografico “A Portrait of the Artist che decide poi di trasformare nel romanzo “Stephen Hero: questo costituirà il nucleo centrale del successivo “Ritratto dell’Artista da Giovane”.

Un genio incompreso

A Parigi Joyce aveva approfondito i temi della medicina e delle scienze naturali, ma fra i suoi interessi più urgenti vi era soprattutto la letteratura. In questi anni compone delle poesie che vengono raccolte in “Chamber Music” (1907). Tra il 1911 e il 1914 scrive un poemetto in prosa, quaderno di note per le opere maggiori, che sarà pubblicato postumo con il titolo di “Giacomo Joyce”; questo è l’unico lavoro non ambientato a Dublino ma in Italia.

Ritornato in Irlanda tenta l’impresa di aprire un cinema ma fallisce. Cerca di fare pubblicare “Gente di Dublino” ma continua ad ottenere solo rifiuti. Deluso e sconsolato, lascia l’Irlanda per non farvi mai più ritorno. Vivrà a Trieste (dove conoscerà il nostro Italo Svevo incoraggiandone l’opera), quindi a Parigi e infine a Zurigo, guadagnandosi il pane come giornalista e come insegnante di lingua nelle scuole Berlitz.

Sono anni però molti difficili, assillati dalle ristrettezze economiche, funestati dall’incomprensione verso le opere che egli viene scrivendo, e che oggi in tutto il mondo sono acclamate come degli autentici capolavori. Joyce soffre anche di gravi disturbi alla vista che lo costringono a numerosi interventi chirurgici.

Iniziano a manifestarsi in questi anni anche i primi disturbi mentali della figlia, ma Joyce la vorrà tenere sempre con sè, rifiutandosi di internarla. Possiamo ben dire che lo scrittore attraversò condizioni di vita a volte davvero disastrose sul piano umano, riuscendo tuttavia a creare – come per miracolo – opere di grandissimo valore letterario.

Morì a Zurigo il 13 gennaio 1941, quasi cieco a causa di quella malattia agli occhi che lo aveva afflitto per buona parte della sua vita.

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Un faro per i cuori in tempesta

“Ulysses” è il romanzo che forse più ha inciso sulla storia della letteratura europea contemporanea. E’ il suo capolavoro indiscusso ed è senza dubbio uno dei libri fondamentali della letteratura moderna. In esso Joyce scardina le coordinate tradizionali di spazio e di tempo e presenta una impareggiabile complessità stilistica.

Nel romanzo l’autore cerca di far rivivere in una sola giornata (16 Giugno 1904, giorno in cui Joyce incontrò Nora, il quale viene festeggiato oggi a Dublino come Bloomsday) le ventennali peregrinazioni dell’Ulisse omerico attraverso la vita dell’agente pubblicitario Leopold Bloom.

Gli episodi, le scene e i fatti sono costruiti con più o meno evidente parallelismo rispetto all’epopea omerica e nella creazione dei personaggi Joyce si ispirò a dublinesi realmente esistiti (a Dublino, infatti, nel James Joyce Cultural Centre, si possono leggere le biografie di una cinquantina di questi personaggi).

“Ulisse” mette in scena una vera e propria rivoluzione espressiva: ogni distinzione tra interno ed esterno è abolita, la narrazione tende a fondere il dato percepito e la sua elaborazione mentale. Narratore e lettore si insediano nella coscienza dei personaggi, osservandone il fluire tra pensiero, sentimenti ed eventi. Ne consegue la dissoluzione dell’impianto narrativo tradizionale, in quanto è impossibile costituire un ordine ed una trama, nonché una unità psicologica dei personaggi.

La scrittura narrativa è così una registrazione del caos di voci, gesti, oggetti, sensazioni, eventi, che animano continuamente la dimensione quotidiana, nella quale si intrecciano momenti consapevoli ad altri inconsci. A tratti, la narrazione procede per nessi analogici, mimando lo svolgersi del pensiero inconscio. Con l’Ulisse possiamo ben dire che Joyce ha scritto una sorta di anti-romanzo, che rimane l’archetipo di ogni tipo di sperimentazione nella scrittura.

“La sera estiva aveva cominciato ad avvolgere il mondo nel suo misterioso abbraccio. Lontano, laggiù a occidente, il sole tramontava e l’ultimo barlume del giorno che ahimè fugge veloce indugiava amorosamente sul mare e sulla spiaggia, sul superbo promontorio del nostro caro vecchio Howth, fedele guardiano come sempre delle acque della baia, sopra le rocce coperte d’alghe del litorale di Sandymount e, ultima ma non meno importante, sulla tranquilla chiesetta, da cui, di quando in quando, usciva a fiotti nella pace circostante una voce di preghiera per colei che è nel suo immacolato fulgore un faro sempiterno per il cuore umano sbattuto dalle tempeste, Maria, stella del mare”.

Una spiaggia al tramonto, un’atmosfera romantica e profondamente religiosa nella sua essenza, in cui contemplando il trascolorare del cielo vediamo stagliarsi la luminosa e rassicurante figura di Maria, un “faro sempiterno per il cuore umano sbattuto dalle tempeste”.

Pagine molto preziose, che rivelano la dimensione spirituale di uno scrittore che è tra i più grandi della letteratura di tutti i tempi e che porta nella sua scrittura il retaggio del suo cattolicesimo di matrice irlandese, delicato e robusto come la sua più autentica e genuina ispirazione letteraria.

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

articolo pubblicato sul mensile Madre di Dio – gennaio/febbraio 2014 – riproduzione vietata

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Maria Amata Di Lorenzo è un'autrice di libri, articoli, saggi, testi per il teatro e il cinema. Le sue opere fino ad oggi sono state diffuse in otto lingue. Il suo blog "Il mondo di Maria Amata" è attualmente disponibile nel web in italiano, inglese, francese e spagnolo.

Ha conseguito una prima laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel frattempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni a divenire un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico.

Ha iniziato molto presto a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. Giovanissima, ha pubblicato il suo primo libro, si trattava di una raccolta di versi (attualmente confluita nell'opera poetica "In cammino senza lasciare la casa") che ebbe splendide recensioni e ottenne l'incoraggiamento di Gesualdo Bufalino. Dopo quel positivo esordio sono usciti molti altri libri e i suoi testi fino ad oggi sono stati tradotti in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno.

Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in tredici Paesi nel mondo.

Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento.

Dopo quattordici opere, scelte e pubblicate da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, Maria Amata Di Lorenzo ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi libri - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta.

Fanno parte di questo nuovo corso editoriale anche i volumi pubblicati nella serie 'Amici dello Spirito' che sono: "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux" (Vol. I), "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (Vol. II), pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale, e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio" (Vol. III), trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia.

Nella primavera 2018 è uscito il quarto volume della serie, "La strada di Jorge", il ritratto di un bambino, ragazzo e uomo che per noi è diventato Papa Francesco. Da indagatrice dell'anima, Maria Amata Di Lorenzo in questo libro scava nella vita e nella personalità del pontefice argentino, portando alla luce gli aspetti più intimi della sua esistenza prima della chiamata sul soglio di Pietro e il suo lungo cammino "a cuore aperto" da Buenos Aires al mondo.

Fanno inoltre parte della serie 'Amici dello Spirito' i volumi: "Dall’eternità il suo amore per me. Vita mistica di santa Faustina Kowalska" (Vol. V), "Il canto segreto di Edith" (Vol. VI), "Il ragazzo con le stelle negli occhi. Vita e pensieri di Pier Giorgio Frassati" (Vol. VII), "Rosario Livatino. La giustizia esige l’amore" (Vol. VIII), "Mistici e santi e intrepidi cercatori di Dio" (Vol. IX).

La scrittura occupa un posto importante nella vita di Maria Amata Di Lorenzo ma non è il suo unico campo. Nella seconda parte della sua vita, infatti, Maria Amata ha voluto dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e si è rimessa a studiare con serietà a livello universitario e post-universitario specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine).

Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Comunicazione Non Verbale e Programmazione Neurolinguistica, Naturopatia Scientifica e Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico, ed attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore Psicobiologico del Benessere. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale.

Terapeuta in formazione continua, secondo i buoni principi del "life-long learning", si interessa in modo particolare del potere terapeutico della creatività e di temi come lo sviluppo psichico, la crescita personale, la spiritualità e il pensiero positivo. Appassionata studiosa di metafisica ed esperta in psicologia della salute, medicina energetica e counseling spirituale, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione.

È presente su Facebook, ed è possibile trovarla anche su YouTube con il suo canale video, inoltre è su Linkedin, Google+ e su Twitter. Il suo blog in italiano è questo: www.mariamatadilorenzo.it
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*** Maria Amata Di Lorenzo è un'autrice di libri, articoli, saggi, testi per il teatro e il cinema. Le sue opere fino ad oggi sono state diffuse in otto lingue. Il suo blog "Il mondo di Maria Amata" è attualmente disponibile nel web in italiano, inglese, francese e spagnolo. Ha conseguito una prima laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel frattempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni a divenire un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico. Ha iniziato molto presto a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. Giovanissima, ha pubblicato il suo primo libro, si trattava di una raccolta di versi (attualmente confluita nell'opera poetica "In cammino senza lasciare la casa") che ebbe splendide recensioni e ottenne l'incoraggiamento di Gesualdo Bufalino. Dopo quel positivo esordio sono usciti molti altri libri e i suoi testi fino ad oggi sono stati tradotti in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco e sloveno. Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in tredici Paesi nel mondo. Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento. Dopo quattordici opere, scelte e pubblicate da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, Maria Amata Di Lorenzo ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi libri - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta. Fanno parte di questo nuovo corso editoriale anche i volumi pubblicati nella serie 'Amici dello Spirito' che sono: "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux" (Vol. I), "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (Vol. II), pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale, e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio" (Vol. III), trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia. Nella primavera 2018 è uscito il quarto volume della serie, "La strada di Jorge", il ritratto di un bambino, ragazzo e uomo che per noi è diventato Papa Francesco. Da indagatrice dell'anima, Maria Amata Di Lorenzo in questo libro scava nella vita e nella personalità del pontefice argentino, portando alla luce gli aspetti più intimi della sua esistenza prima della chiamata sul soglio di Pietro e il suo lungo cammino "a cuore aperto" da Buenos Aires al mondo. Fanno inoltre parte della serie 'Amici dello Spirito' i volumi: "Dall’eternità il suo amore per me. Vita mistica di santa Faustina Kowalska" (Vol. V), "Il canto segreto di Edith" (Vol. VI), "Il ragazzo con le stelle negli occhi. Vita e pensieri di Pier Giorgio Frassati" (Vol. VII), "Rosario Livatino. La giustizia esige l’amore" (Vol. VIII), "Mistici e santi e intrepidi cercatori di Dio" (Vol. IX). La scrittura occupa un posto importante nella vita di Maria Amata Di Lorenzo ma non è il suo unico campo. Nella seconda parte della sua vita, infatti, Maria Amata ha voluto dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e si è rimessa a studiare con serietà a livello universitario e post-universitario specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine). Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Comunicazione Non Verbale e Programmazione Neurolinguistica, Naturopatia Scientifica e Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico, ed attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore Psicobiologico del Benessere. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Terapeuta in formazione continua, secondo i buoni principi del "life-long learning", si interessa in modo particolare del potere terapeutico della creatività e di temi come lo sviluppo psichico, la crescita personale, la spiritualità e il pensiero positivo. Appassionata studiosa di metafisica ed esperta in psicologia della salute, medicina energetica e counseling spirituale, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione. È presente su Facebook, ed è possibile trovarla anche su YouTube con il suo canale video, inoltre è su Linkedin, Google+ e su Twitter. Il suo blog in italiano è questo: www.mariamatadilorenzo.it

3 thoughts on “Un genio incompreso: James Joyce

  1. Che dire dell’Ulisse di Joyce? ne parlò al Liceo un mio professore, Claudio, l’unico grande amico della mia adolescenza, che tale rimase fino alla morte,nel 2008. Quando, molto tempo dopo, lessi il libro e altri scritti di Joyce, mi sembrò di vedere una bomba atomica letteraria, con la quale era scoppiato tutto l’amore e l’energia di un uomo che aveva fatto saltare il guscio del modello culturale occidentale. Un effetto sconvolgente.Il momento umano distruttivo di tutto un ciclo letterario,iniziato con Omero,poi con Dante,quindi Shakespeare e Pessoa. Metterei solo Vincent Van Gogh al suo fianco. E, dopo lo sconvolgimento drammatico e liberatorio di un modello privato dei valori in modo assoluto, ricorderei l’opera delicata, riservata, attenta, impegnata di Raffaello Brignetti che ha voluto sussurrarci discretamente:……un mondo nuovo e più umano è possibile,perché io l’ho realmente vissuto nei miei primi 20 anni, all’Elba, allora e fino agli anni 40, un’isola, tutto sommato, bella, semplice, naturale. La prima di copertina dell’Ulisse che lessi aveva il disegno di un circo………ho scritto un racconto umoristico, Profilo greco, descrivendo il ritorno di Ulisse a Itaca, dopo secoli di avventure, ormai vecchio e senza memoria. Dimenticato da tutti, Penelope compresa, finisce in un circo, dove sbarca il lunario col gioco del tiro con l’arco su un grande tabellone: centra il bersaglio e, come in un flipper verticale, il gioco va in tilt, e segna la fine dello spettacolo (di modello).

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