Quando si tocca il fondo: la storia di Denise

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Le emozioni negative fanno ammalare. Non solo “dentro”, a un livello interiore, semplicemente psichico, ma anche “fuori”, traducendosi molto spesso in una malattia organica. Perché la mente ed il corpo sono legati. Vi presento, amici miei, una storia emblematica.

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Da bambina, Denise cambiò spesso casa a causa della dipendenza del padre dal gioco d’azzardo. La famiglia veniva continuamente sradicata per sfuggire ai creditori. Non c’erano mai abbastanza soldi né cibo, e quasi ogni giorno Denise e i suoi fratelli andavano a scuola affamati.

Quando Denise aveva vent’anni, il suo fidanzato la picchiò e lei riportò lesioni multiple che però nascose alla famiglia e agli amici. Una mattina si svegliò e scoprì che riusciva a stento a camminare. Era talmente sfinita che riuscì a mala pena a telefonare per chiedere aiuto.

Alla fine il medico le diagnosticò una grave forma di anemia.

Dopo aver parlato con lei, ci rendemmo conto che aveva toccato il fondo a livello sia fisico sia emotivo. Ciò che desiderava ardentemente era il sostegno della sua famiglia, ma non lo aveva. E dal momento che non lo aveva mai avuto, non sapeva dove cercarlo.

Denise percepiva il mondo come un posto pericoloso e solitario, e non era in grado di fidarsi nemmeno dei suoi amici più intimi. Era molto solidale e comprensiva con amici e familiari, una di quelle persone a cui la gente si rivolgeva per parlare dei propri problemi. Tuttavia, era talmente sensibile alle esigenze degli altri che tendeva ad assorbire il dolore emotivo e fisico di chi le stava intorno. Siccome lo aveva fatto per anni senza una valvola di sfogo per le sue stesse paure, il suo corpo iniziò a reagire allo stress.

Denise era emotivamente e fisicamente anemica, perciò era importante identificare sia le “perdite” energetiche che quelle ematologiche. Una lettura medica intuitiva ci aiutò a individuare le aree in cui stava disperdendo eccessivamente la sua energia vitale, ovvero la relazione malsana con il fidanzato e con la famiglia. Il passo successivo fu individuare le “perdite” nel corpo. Dovevamo capire quale fosse la causa della perdita dei globuli rossi che la rendeva anemica. Dissi a Denise di andare dal suo medico per farsi prescrivere la conta completa delle cellule ematiche (CBC). Questo esame consiste nell’analisi di tutte le componenti del sangue, e ci avrebbe aiutato a trovare la causa della sua malattia.

Molti medici cercano di curare l’anemia semplicemente prescrivendo ai pazienti un integratore di ferro, quale ne sia la causa. Tuttavia, trascurare la ragione sottostante l’anemia può portare all’insorgenza di problemi più gravi:

1. Perdita dei globuli rossi: potrebbe essere il risultato di un trauma (Denise era stata picchiata dal fidanzato, non sappiamo quanto gravemente), di un’ulcera gastrica, di cicli mestruali molto abbondanti, della presenza di sangue nelle urine o di lesioni interne.

2. Produzione insufficiente di globuli rossi: può dipendere da una carenza di ferro (ecco perché di solito i medici lo prescrivono), da fattori ereditari compresa la talassemia, dall’uso di alcol e droghe, da malattie croniche come l’ipotiroidismo, da una ridotta produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali, dall’epatite cronica o da una carenza di B12 e acido folico.

3. Distruzione dei globuli rossi: può dipendere da un ingrossamento della milza, dal lupus, dagli effetti collaterali di farmaci come la penicillina o il sulfonamide, dalla mononucleosi o da altre infezioni virali.

Soffermandosi solo sull’età di Denise (non ancora in menopausa), la maggior parte delle persone avrebbe dedotto che l’anemia fosse una conseguenza di cicli mestruali abbondanti. Se questo fosse stato vero, la cura di ferro sarebbe stata un toccasana per lei. Tuttavia, analizzando i risultati del suo test CBC, notammo che il numero di globuli rossi immaturi (chiamati reticolociti) presenti nel sangue era esiguo. Ciò significava che non stava producendo sufficienti globuli rossi. Carenza di ferro, perdite ematiche e cicli mestruali abbondanti non erano il problema. Osservando la dimensione dei suoi globuli rossi (quelli di Denise erano più grandi della norma), il suo medico ipotizzò che avesse una malattia molto rara chiamata anemia macrocitica, causata da una dieta a basso contenuto di vitamina B12 e da una ridotta capacità di assorbirla, a causa di stress di lunga durata e dell’uso di antiacidi. Verificammo i nostri sospetti eseguendo un altro esame del sangue per misurare la quantità di B12 e scoprimmo che avevamo ragione.

Grazie alle cure di un infermiere specializzato, Denise fece regolarmente iniezioni di questa vitamina finché i suoi livelli non si normalizzarono.

Iniziò ad assumere un complesso multivitaminico B e si sottopose regolarmente a esami del sangue per monitorare i livelli di B12 e assicurarsi che la stesse assorbendo.
Per eliminare l’ostacolo all’assorbimento, indirizzai Denise da un agopunturista ed erborista cinese affinché trattasse l’ansia e l’acidità di stomaco.

Oltre al counseling di coppia per lavorare sui fattori di stress nel rapporto con il fidanzato, Denise iniziò anche ad assumere una miscela di erbe contenente rhizoma Atractylodis macrocephalae, Radix Codonopsis pilosulae e altre erbe troppo numerose per essere elencate in questa sede.

Denise iniziò anche a lavorare con le affermazioni per favorire la salute generale del sangue (“Sono la gioia della vita che si esprime e riceve in perfetta armonia. Idee nuove e gioiose circolano liberamente dentro di me”); per contrastare l’anemia (“È sicuro per me provare gioia in ogni area della vita. Amo la vita”) e l’affaticamento (“Sono entusiasta della vita e sono piena di energia ed entusiasmo”). Lavorare per cambiare modo di pensare l’ha aiutata a riportare la gioia nella sua vita, a rilasciare le paure e a rendersi conto del suo valore. Nel giro di sei mesi Denise guarì dall’anemia.

© dal libro Guarisci te stesso di Louise Hay e Mona Lisa Schulz, My Life 2013 – all rights reserved

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Leggi gli altri articoli della rubrica Guarire il cuore per guarire anche il corpo:

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Maria Amata Di Lorenzo
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Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Insegnante di tecniche energetiche e spirituali applicate alla creatività e alla salute, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e mettere in pratica il loro potenziale creativo per la crescita personale e l'autoguarigione. È autrice di numerosi libri - romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali - tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it
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5 thoughts on “Quando si tocca il fondo: la storia di Denise

    1. Si’ Arthur, e’ una bella storia, e ci fa capire la forza – benevola o distruttiva – che hanno le emozioni, quanto possono farci del male le emozioni negative, come i sentimenti siano la parte piu’ importante della nostra vita, nonostante oggi si viva all’insegna del “ma chi se ne importa”, pero’ poi a un certo punto e’ il corpo che si mette a parlare, e lo fa attraverso una malattia, per ricordarci che abbiamo un cuore, e che quel cuore va ascoltato, non e’ semplicemente un muscolo che pompa e ci mantiene in vita, ma e’ la nostra stessa vita, che ci parla con la lingua delle emozioni e dei sentimenti.

  1. Maria Amata, questa storia è molto interessante, bellissima perchè a lieto fine, suscita allegria e gioia di vivere. Anch’io anni fa a causa di uno stress fisico ed emotivo molto forte, in un periodo negativo della mia vita, ho avuto conseguenze organiche irreversibili perchè ho sofferto ed ho tutt’ora una disidrosi alle mani che va e viene (ma torna sempre) con la presenza di bollicine pruriginose che quando si schiudono mi danno sollievo, ed un eczema disidrotico ai piedi della stessa natura di quella delle mani, se non peggio!Le cure che ho fatto non sono servite a niente ed i vari dermatologi che ho consultato….mi allargano le braccia! Comunque è il minore dei mali e ci convivo bene adesso, ci sono cose peggiori e mi ritengo fortunata. La tua storia è istruttiva, ci fa prendere coscienza che i segnali del nostro corpo, dell’anima e del cuore non vanno mai sottovalutati! Grazie, cara Maria Amata.

    1. Cara Antonella, la storia di Denise è una storia vera, non l’ho inventata io, ed è riportata nel libro “Guarisci te stesso”. E’ un libro molto importante, che io ti consiglio di leggere, insieme anche all’altro di Louise Hay, “Puoi guarire la tua vita”, che secondo me è una pietra miliare per avere un approccio “globale” alla nostra salute e alla risoluzione dei problemi che ci affliggono, perchè noi siamo fatti di corpo, anima e psiche, solo che qualche volta, anzi spesso, ce ne dimentichiamo e pensiamo di essere solo un corpo. Non è così. Ed è questa la ragione per cui spesso non guariamo dai nostri mali fisici, perchè essi non hanno solo una componente organica. Anzi, spesso la malattia fisica è la “spia” di qualcosa che non va dentro di noi, è come un campanello che ci avverte: attento, stai trascurando il tuo io profondo! E’ come se ci dicesse così. Ed è la verità.

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