Noi, amati senza condizioni

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«È da tempo che la morte è una mia compagna di vita quotidiana», confessava il cardinale Bergoglio ai giornalisti Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti. «Ho già compiuto settant’anni e il filo che resta nel rocchetto non è tanto».

Nella Bibbia, infatti, si legge che «gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti» (Salmo 89) e saggiamente egli doveva pensare fino a poco tempo fa che, se non era proprio imminente, certo era molto vicino il suo congedo dal mondo. Ma la Provvidenza divina disponeva le cose in modo diverso e così il cardinale Jorge Mario Bergoglio, settantasei anni già compiuti, e quasi vicino ai settantasette, era chiamato a salire sul soglio di Pietro per guidare la Chiesa del terzo millennio.

Un compito straordinariamente impegnativo, da far tremare le vene dei polsi a chiunque, che Papa Francesco però ha affrontato con grande serenità e abbandono totale alla volontà di Dio. L’esortazione a “non temere” compare del resto ben 366 volte nella Bibbia, una per ogni giorno dell’anno, compreso quello bisestile. E siccome Dio non fa mai le cose per caso, doveva conoscere la paura che alberga incessantemente nel cuore dell’uomo da regalargli un conforto per tutti i giorni della sua vita.

Francesco non teme. Mite e ardimentoso, ha in sé l’ardore di un Mosè che corre a piedi nudi verso il roveto ardente (Es 3,5). Annunciare Cristo, è questo il suo programma, il suo solo intento: svelare al mondo la bellezza del kerygma, quello che lui chiama «il tesoro di Gesù vivo», spesso appannato ed appesantito da catechesi infarcite di moralismo e luoghi comuni. Questo Papa non mette “paletti” di tipo moralistico, “questo si fa questo non si fa”, ma guarda alla persona tutta intera, che è una creatura di Dio, e perciò sacra, amata da Lui nelle sue luci e anche nelle sue ombre, senza condizioni.

Una Chiesa fatta di ponti e non di recinti, una Chiesa che è madre e non “babysitter”. È’ ciò che desidera papa Francesco. Un chiesa scalza, che proprio perché è “scalza”, cioè povera ed umile, può avere l’autorità morale di rivolgersi al mondo. Una Chiesa aperta a tutta l’umanità, e dove il cambiamento deve cominciare dall’interno, vale a dire dal cuore stesso degli uomini, prima ancora che dalle strutture esterne. Prima di ogni cosa è necessario guarire il cuore, guarire da tutte “quelle cose cattive che vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo” (Mc 7,20-23).

“E in particolare – ribadisce il papa – in questo tempo di crisi, oggi, è importante non chiudersi in se stessi, sotterrando il proprio talento, le proprie ricchezze spirituali, intellettuali, materiali, tutto quello che il Signore ci ha dato, ma aprirsi, essere solidali, essere attenti all’altro” (cfr. Udienza Generale di Mercoledì, 24 aprile 2013).

Svelare al mondo la bellezza del kerygma. Tutta la bellezza del kerigma, dice papa Francesco, sta nella croce, sta in quel “re che governa dal trono della croce”.

“Perché la Croce?”, si domanda il papa. “Perché Gesù prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé, deve lasciarlo. Mia nonna diceva a noi bambini: il sudario non ha tasche. Amore al denaro, potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il creato! E anche – ciascuno di noi lo sa e lo conosce – i nostri peccati personali: le mancanze di amore e di rispetto verso Dio, verso il prossimo e verso l’intera creazione. E Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con la forza dell’amore di Dio lo vince, lo sconfigge nella sua risurrezione. Questo è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce”.

La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, afferma il papa, ma è la dilatazione della vita. La fede, inoltre, non è intransigente, il credente non è arrogante perché la verità che deriva dall’amore di Dio non si impone con la violenza e non schiaccia il singolo. Per questo, egli dice, è possibile il dialogo tra fede e ragione: innanzitutto, perché la fede risveglia il senso critico ed allarga gli orizzonti della ragione; in secondo luogo, perché Dio è luminoso e può essere trovato anche dai non credenti che lo cercano con cuore sincero. Chi si mette in cammino per praticare il bene, sottolinea il papa, si avvicina già a Dio.

© Maria Amata Di Lorenzo

(dal volume: Papa Francesco. La carezza di un padre – all rights reserved)

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Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Maria Amata ha conseguito in precedenza una laurea in Lettere Moderne, lavorando per diversi anni nel giornalismo e nell'editoria e acquisendo competenze specifiche nel web marketing. Successivamente ha studiato Scienze della salute psicologiche e sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica. È autrice di numerosi libri - romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali - tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it
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Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Maria Amata ha conseguito in precedenza una laurea in Lettere Moderne, lavorando per diversi anni nel giornalismo e nell’editoria e acquisendo competenze specifiche nel web marketing. Successivamente ha studiato Scienze della salute psicologiche e sociali, specializzandosi come terapeuta nell’ambito della consulenza psicobiologica. È autrice di numerosi libri – romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali – tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it

2 thoughts on “Noi, amati senza condizioni

  1. Cara Maria Amata,
    la Provvidenza di Dio ci ha concesso, voglio dire a noi che abbiamo la ventura di vivere in questi anni, di “vedere” ed “ascoltare” un Papa particolare, Papa Francesco, che parla, prima che alla nostra intelligenza, al nostro cuore.
    Ed è di questo che tutti gli uomini, e forse soprattutto gli uomini di oggi, hanno bisogno. E gli uomini che lo ascoltano lo sentono, avvertono il loro cuore aprirsi alle sue parole, che penetrano dentro immediate.
    Ed essi hanno la sensazione di essere “toccati” in profondità, sentono che sono parole vere e prive di remore, di eccezioni, Parole nelle quali ciascuno trova qualcosa di grande che fa per lui, di cui proprio lui ha bisogno: l’Amore di Dio.
    Il tuo libro, “Papa Francesco. La carezza di un padre”, agisce in chi legge come una serie di note musicali che fanno da sfondo alla sua figura, a ciò che fa, a ciò che è, a ciò che dice.
    Ti ringrazio molto per questo.

    1. Caro Alberto, dici delle parole così belle e soprattutto così vere su papa Francesco che io non so proprio che cosa potrei aggiungere… proprio pochi istanti fa, prima di leggere il tuo bel commento, stavo ragionando tra me e me, e mi dicevo di questa cosa, che io ritengo ancora incredibile, sebbene sia vera, anzi verissima, ed anzi ormai è già passato un anno: mi riferisco all’elezione a sommo pontefice di quello che per me, e per molti, è e rimane padre Jorge. Qualcosa di molto grande, davvero un dono per il mondo, per credenti e per non credenti. A tutti infatti papa Francesco ha qualcosa da dire, direttamente al cuore. Con lui l’astrattezza e la freddezza del ragionamento cedono al calore della verità che promana dal cuore. Io non so se con il mio libro sono riuscita a restituire almeno in parte al lettore la grandezza di questo uomo così spirituale e così necessario al nostro tempo, alla nostra sbandata, infelice umanità. Ti ringrazio molto per ciò che mi scrivi. Grazie.

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