Scriviamo per sapere che non siamo soli

scriviamo per sapere che non siamo soli

Il grande scrittore di lingua inglese Clive S. Lewis diceva: “Leggiamo per sapere che non siamo soli”. Ma io aggiungo che noi scriviamo per il medesimo motivo.

Scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa che da personale può assurgere a valore universale se trova negli altri un terreno condiviso.

Così come leggere non è un lusso ma una necessità, scrivere è la stessa cosa, una necessità esistenziale, anche se non si diventerà mai degli scrittori a tempo pieno, se nella vita si prenderanno altre strade, se si farà un altro mestiere.

Quante volte magari ti sei sentito arrabbiato o triste e hai preso carta e penna, scrivendo quello che provavi, e alla fine hai sentito come un senso di leggerezza, come se ti fossi liberato di un peso. Tutto questo è meraviglioso, non ti pare? Ma avviene perché la scrittura nasce dalla nostra interiorità.

L’aspetto più importante della scrittura è proprio questo: scrivere può aiutarci a guarire le ferite del cuore. 

Ma che cosa c’è prima della scrittura? Prima della scrittura c’è l’ascolto, lo sguardo, il pensiero. Bisogna allenarsi a queste tre cose, praticamente ogni giorno, come farebbe un atleta. La forma mentis dello scrittore, o dell’aspirante tale, è costituita da queste tre cose, inscindibili.

Che significa? Significa che ogni giorno bisogna prestare attenzione al mondo che ci circonda, farne oggetto della nostra osservazione, prima, e della nostra riflessione, poi. La scrittura non nasce nel momento in cui ti siedi a un tavolo e accendi il computer. La scrittura nasce prima, nella trama di ogni giorno, nelle ore trascorse a fare altro, magari il tuo lavoro, o i mestieri di casa, il tempo passato – ma non perso – ad accudire i tuoi familiari, a fare la spesa al supermercato, a passeggiare in un viale, a chiacchierare con un’amica che non vedevi da molto tempo.

Quindi, da oggi in poi, se non l’hai fatto mai oppure l’hai fatto in maniera discontinua, senza pensarci troppo, abìtuati a sviluppare attenzione verso il mondo che ti sta intorno.

Osservare, ascoltare, e poi annotare: pensieri e riflessioni. Come? Su un taccuino che ti abituerai ad avere sempre con te, scrivendo a mano, perché il pensiero sulla carta fluisce più lentamente ed è in grado di andare più in profondità rispetto alla velocità, pur comoda, di una tastiera di pc.

La prima cosa che dovrai fare, dunque, è proprio di sviluppare questa particolare attitudine. All’inizio dovrai prestarci un po’ di attenzione, poi invece ti diventerà familiare – come inspirare ed espirare – e sarà la condizione essenziale perché tu possa aprirti al processo creativo della scrittura.

Lo abbiamo detto: noi scriviamo per sapere che non siamo soli. Scriviamo per comunicare qualcosa. Qualcosa che gli altri possano condividere. Scrivere allora è in un certo senso necessario.

© Maria Amata Di Lorenzo

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Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Insegnante di tecniche energetiche e spirituali applicate alla creatività e alla salute, Maria Amata aiuta le persone a scoprire e mettere in pratica il loro potenziale creativo per la crescita personale e l'autoguarigione. È autrice di numerosi libri - romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali - tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it
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2 thoughts on “Scriviamo per sapere che non siamo soli

  1. E’ tutto vero quello che scrivi qui, Maria Amata. Hai colto, e lo penso profondamente, l’aspetto e il significato essenziali e necessari che stanno a fondamento delle nostre letture e della nostra scrittura.
    Grazie.

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