Teresa, la santa di Calcutta, una maestra di vita per il mondo

articolo_img_39_2147_Madre-Teresa-di-Calcutta© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

Papa Francesco ha scelto di proclamarla santa il 4 settembre 2016, nell’Anno giubilare della Misericordia. E di certo, non è un caso. Chi meglio di lei infatti ci può indicare la tenerezza piena di misericordia del Padre?

Madre Teresa di Calcutta ci ha lasciato nel 1997, al tramonto del vecchio millennio, ma la sua testimonianza continua a essere un messaggio vivo di speranza per questo nuovo millennio che avanza, fra atrocità e lampi di bellezza, gesti di miseria e slanci d’amore.

Madre Teresa si presenta ora davanti ai nostri occhi, nella luminosa trasparenza della sua santità, come un’autentica maestra di vita e come un dono prezioso per la Chiesa del terzo millennio.

Tutta la sua esistenza è stata un’epopea della carità. Una vita vissuta interamente “sotto l’ombra di Maria”, e che si è riverberata giorno dopo giorno nel mondo intero irradiando ogni luogo e ogni gente con il suo splendore, portando frutti imperituri di bene. Per questo, tutto il mondo la conosce e la ama.

All’ombra della Madre di Dio

La giovane AgnesMadre Teresa, al secolo Agnes Bojaxhiu, aveva lasciato il convento delle Suore di Loreto a Calcutta, dove era entrata vent’anni prima, per poter fondare la congregazione delle Missionarie della Carità. Tutto era incominciato da un’esperienza mistica vissuta nel 1946 mentre si recava in treno a Darjeeling per gli esercizi spirituali: la cosiddetta “chiamata nella chiamata”.

Un giorno del 1947, dopo alcuni mesi di straordinaria grazia in cui Gesù le aveva spiegato nei dettagli la missione “per i più poveri dei poveri” che doveva compiere, Madre Teresa aveva avuto una visione in cui erano riassunti tutti gli elementi di questa “seconda chiamata”.

Aveva visto una grande folla di poveri di ogni tipo, avvolta nell’oscurità, un’oscurità che ben presto anche lei avrebbe condiviso. E la Madonna era in mezzo a loro, e li considerava tutti suoi figli: «Vidi una grande folla, ogni genere di persone, molto povere. C’erano pure bambini. Tendevano tutti le mani verso di me, che stavo fra loro. Essi mi chiamavano: “Vieni, vieni, salvaci. Portaci a Gesù”. Potevo scorgere grande dolore e sofferenza sui loro volti. Stavo in ginocchio vicino a Maria, che era rivolta verso di loro. Non vidi il Suo volto, ma la sentii dire: “Prenditi cura di loro. Mi appartengono. Conducili a Gesù. Porta Gesù a loro. Non temere. Insegna loro a pregare il Rosario, il Rosario in famiglia, e tutto andrà bene. Non temere. Gesù ed io saremo con te e con i tuoi bambini”».

E la visione continua: «Nostro Signore era sulla Croce. Maria un poco distante da essa, ed io ero come una bambina piccola di fronte a Lei. Nostro Signore disse: “Io te l’ho chiesto e Lei, Mia Madre, te lo ha chiesto – Rifiuterai di fare questo per me. Di prenderti cura di loro, di condurli a me?”».

Madre Teresa vedeva in quel momento se stessa come “una piccola bambina” che stava dinanzi alla Madonna, ed era così vicina da sembrare quasi una cosa sola con lei, letteralmente avvolta dalla sua presenza. Possiamo ben dire che quello che la Madre vide quel giorno in quella visione si è realizzato puntualmente, poiché a conti fatti tutta la sua vita e tutta la sua missione sono diventate una sorta di “estensione della Madonna” presso tutti i calvari del mondo.

«Siamo chiamate come Maria a dare Gesù al mondo»

Madre_Teresa_di_Calcutta_1Da questa visione del 1947 e per tutta la vita, Madre Teresa ha avuto sempre la Madonna al suo fianco, l’ha avuta come costante riferimento, come modello e come quotidiano sostegno. Quando il suo direttore spirituale le domandò in che modo avrebbe potuto portare a termine l’opera immane, nonché umanamente impossibile, che Gesù le aveva affidato, Madre Teresa gli rispose assai semplicemente che lei riponeva “tutta la sua fiducia” nella Madonna.

Non dubitò mai la Madre, così come non dubitò mai Maria, neppure nell’ora più buia sul Calvario. E allo stesso modo in cui agli Israeliti venne data una colonna di fuoco che li conducesse nella notte, così a Madre Teresa era stata data fin da quel giorno lontano la Madre Maria perché la guidasse attraverso la lunga notte della fede.

Del resto, fin da quando era una bambina piccola tenuta per mano da mamma Drane lungo le strade di Skopje aveva imparato che la Madonna era la sua vera madre e nel corso della vita non dimenticò mai questa verità che la madre terrena le aveva insegnato. «Mi sono sempre fatta guidare dalla Mamma Celeste», diceva lei, «e prima di prendere qualsiasi decisione mi sono sempre rivolta a Lei e Lei mi ha guidato».

E alle sue figlie spirituali diceva: «Siamo state chiamate come Maria a dare Gesù al mondo. Ecco perché abbiamo bisogno della Madonna; quando la Parola di Dio venne in Lei, divenne carne dentro di Lei ed Ella la donò agli altri».

La vita stessa di Madre Teresa di Calcutta, nella costante imitazione di Maria, si può riassumere in una “continua Visitazione”, un continuo andare “in fretta” per portare Dio agli altri.

Maria le insegnava “la fretta”, intesa come amorosa e fattiva sollecitudine, ma anche il silenzio, che lei aveva saputo praticare così bene nella sua casa di Nazareth. Quel silenzio che esiste per farsi grembo della Parola, quel silenzio così necessario per potersi svuotare dei clamori del mondo e riempirsi solo di Dio.

«Abbiamo bisogno di incontrare Dio, ma non lo si può trovare nel rumore e nell’agitazione», diceva la Madre. «Guarda come la natura, gli alberi, i fiori e l’erba crescono in perfetto silenzio. Guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio… Abbiamo bisogno di silenzio per restare soli con Dio e ascoltarLo. Il silenzio ci dà una nuova visione della vita. In esso siamo riempiti dell’energia stessa di Dio che ci permette di fare ogni cosa con gioia».

© articolo pubblicato sul mensile “Madre di Dio” – agosto/settembre 2016 –tutti i diritti riservati

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Maria Amata Di Lorenzo

Terapeuta a indirizzo psicobiologico, Maria Amata Di Lorenzo è specialista in psicologia della salute ed esperta in guarigione del sistema mente-corpo e medicina energetica, ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale. Maria Amata ha conseguito in precedenza una laurea in Lettere Moderne, lavorando per diversi anni nel giornalismo e nell'editoria e acquisendo competenze specifiche nel web marketing. Successivamente ha studiato Scienze della salute psicologiche e sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica. È autrice di numerosi libri - romanzi, raccolte di poesie e saggi letterari e spirituali - tradotti in diverse lingue (inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno). Il suo blog è www.mariamatadilorenzo.it
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