Una cattedrale fatta di versi

 

© Maria Amata Di Lorenzo – all rights reserved

Nella sua stanza, appesa sulla porta, in bella evidenza, teneva la stupenda preghiera di San Bernardo alla Vergine tratta dal Paradiso di Dante (canto 33°, vv. 1-21) che lui stesso aveva ricopiato a mano con cura, in bella calligrafia, per poterla avere sempre davanti agli occhi. Pier Giorgio Frassati la recitava spesso, ad alta voce com’era solito fare, e con la Salve Regina questa era la preghiera mariana che amava di più. Pier Giorgio era un vero appassionato di Dante Alighieri, il sommo poeta della Divina Commedia che voleva una Chiesa santa e che amava, anche lui, la Madre di Dio, Colei, scriveva, il cui volto “a Cristo / più si somiglia” (cfr. Paradiso, canto 32°, vv. 85-86).

Ma Frassati non era e non è certamente l’unico ad aver nutrito questa venerazione tutta speciale per il padre della nostra letteratura, veramente un gigante delle patrie lettere che ha saputo infiammare con i suoi versi i cuori e le menti di generazioni e generazioni di lettori, in Italia e nel mondo, con il suo capolavoro immortale, la “Divina Commedia”.

La Commedia di Dante Alighieri è una “cattedrale” poetica, affidata alla bellezza dei versi, in cui egli traccia il proprio itinerario personale di liberazione e di ascensione a Dio. Come ha scritto a tal proposito Romano Guardini, “l’opera di Dante, come le cattedrali del medioevo e le somme dei filosofi scolastici, si prefigge il gigantesco compito di costruire quel mondo strutturato, in cui la ricchezza dell’esistenza perviene all’unità”.

E il grande Hans Urs von Balthasar ha ribadito il medesimo concetto affermando che Dante “sembra farsi posto fra i grandi costruttori di cattedrali medievali nei quali, per un’ultima volta, estetica ed etica coabitano in modo così indivisibile, si postulano e si promuovono a vicenda”.

Il sommo poeta era nato a Firenze il 29 maggio 1265 da una famiglia della piccola nobiltà. A 20 anni aveva sposato Gemma Di Manetto Donati, appartenente a un ramo secondario di una grande famiglia nobile, dalla quale avrà quattro figli, Jacopo, Pietro, Giovanni e Antonia. Si era consacrato assai presto e completamente alla poesia studiando anche filosofia e teologia, in modo particolare Aristotele e Tommaso d’Aquino. A partire dal 1304, per vicende politiche legate alla sua città, era iniziato per Dante il lungo e doloroso esilio, che l’avrebbe portato a vagare di città in città e di corte in corte per guadagnarsi da vivere, scoprendo come “sa di sale lo pane altrui”.

Invitato a Ravenna da Guido Novello da Polenta, signore della città, nel 1319, due anni più tardi era stato inviato da questi a Venezia come ambasciatore. Fu proprio rientrando dal viaggio a Venezia che Dante venne colpito da un attacco di malaria: morì all’età di 56 anni nella notte tra il 23 e il 24 settembre 1321 a Ravenna, dove oggi si trova ancora la sua tomba.

Nell’anno 1306 l’Alighieri aveva intrapreso la redazione della “Divina Commedia”, opera gigantesca alla quale avrebbe lavorato praticamente per tutto il resto della sua vita. Una grande opera mariana, è stata definita da qualcuno, perché Maria vi ha un posto assolutamente unico, presente in primo luogo nel cuore di Dante e da lui pienamente inserita nel disegno della Redenzione. L’assunto del capolavoro dantesco, nei suoi molteplici piani di lettura, da quello descrittivo a quello simbolico, allegorico e metaforico, è l’esaltazione del ruolo di mediazione della Vergine: si va a Dio per Cristo, ma a Cristo per Maria.

La prova di questa tesi è costituita dal viaggio di Dante, che è anche la parabola del pellegrinaggio terreno dell’uomo verso il Cielo. E’ una storia di cadute e di purificazione, di peccato e di grazia, sigillata dalla più bella preghiera alla Vergine Madre, che tutto orienta, protegge, anima con la sua presenza attiva di mediatrice. La sua iniziale discesa agli inferi, dove il poeta scopre tutto il male di cui il mondo è capace e di cui ogni uomo può macchiarsi, arriva poi alle sponde del Purgatorio dove Dante vede la bellezza della comunione e della condivisione delle anime purganti, che procedono tutte insieme per “ire a farsi belle”, anticamera del Paradiso, dove sono le anime felici dei santi.

Per salire fino alla visio Dei il poeta dovrà essere aiutato e poiché neppure Beatrice, che è già santa e in cielo, può farlo, ecco che entra in scena la figura di San Bernardo, grande santo e mistico del Duecento, autore di quel Memorare che rappresenta il vertice della fiducia nella Madonna come soccorritrice dell’umanità sofferente. San Bernardo in Paradiso rivolge alla Vergine Maria una delle preghiere più belle che mai le siano state dedicate.

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ‘ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.»

*

La sua celebre orazione si colloca significativamente in apertura al XXXIII canto del Paradiso, l’ultimo della Commedia, il canto nel quale si realizza l’evento che costituisce la meta del cammino di salvezza del poeta: la visione di Dio, il “sommo piacer” (v.33) e il “fine di tutti i disii” (v.46). Il viaggio ultraterreno di Dante verso il Cielo, che è l’ultima salute, per la visione beatifica di Dio, è un cammino che avviene per Maria e con Maria.

Maria è fonte di salvezza per l’umanità, perché in lei storicamente si è compiuto il mistero dell’Incarnazione. Così Maria diventa “termine fisso d’etterno consiglio” (v.3), punto stabilito nel tempo dal disegno di Dio, perché si compia l’umana salvezza. Maria, giovane e umile donna di Nazareth è, nel fluire della Storia, quel punto fermo a cui Dio affida fin dall’eternità il cambiamento del mondo con l’ingresso del Figlio nel Tempo. La grandezza della Vergine (“umile e alta più che creatura”, v. 2) è tutta nella sua umiltà, riflesso dell’obbedienza a Dio. Maria è grande perché quaggiù è per noi “meridiana face” (v.10), cioè volto visibile della bontà invisibile di Dio. In lei infatti si rispecchia il volto della misericordia di Dio, quell’amore gratuito, traboccante, materno, che “non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fiate / liberamente al dimandar precorre (vs. 16-18).

Ciò significa che la Madonna è per noi continua fonte di speranza, a cui poter guardare sempre, anche nei momenti di grande difficoltà. E se qualcuno, sostiene Dante, volesse una grazia e non ricorresse a lei, sarebbe come se un essere vivente fosse sprovvisto di ali e pur volesse a ogni costo volare. Perché in definitiva Maria è la madre di Cristo, certo, ma è anche madre nostra, e in quanto tale, ella non può non ascoltare i suoi figli in cammino nel mondo e non venire in loro soccorso nelle tenebre e nelle tribolazioni di questa vita terrena.

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pubblicato sul mensile Madre di Dio – agosto/settembre 2011 – all rights reserved

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Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione.

Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico.

Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine).

Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino.

Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno.

Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo.

Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento.

Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia.

Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta.

Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it
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Terapeuta specializzata in psicologia della salute e medicina energetica, autrice di libri editi in otto lingue, ricercatrice e insegnante spirituale, Maria Amata Di Lorenzo aiuta le persone a scoprire e a mettere in pratica il loro potenziale creativo e la saggezza interiore per la loro crescita personale e l’autoguarigione. Nella prima parte della sua vita ha conseguito una laurea in Lettere Moderne col massimo dei voti, con successiva specializzazione in Giornalismo a Urbino, e ha lavorato per vari anni come giornalista in testate nazionali (stampa e tv) e nel mondo dell'editoria come consulente, autrice di libri e docente di scrittura creativa, acquisendo nel contempo competenze specifiche nel digital marketing che l'hanno portata nel corso degli anni ad essere un'esperta in strategie di comunicazione digitale, scegliendo sempre di operare con integrità e secondo i principi del marketing etico. Giunta ai fatidici "anta", ha deciso di rimettersi a studiare a livello universitario e post-universitario per dare voce alle sue passioni più profonde (che sono la psicologia, la salute naturale e le neuroscienze) e di intraprendere un percorso parallelo alla scrittura, alla comunicazione e al marketing nel campo delle Scienze della Salute Psicologiche e Sociali, specializzandosi come terapeuta nell'ambito della consulenza psicobiologica e delle tecniche di guarigione mente-corpo (mind-body medicine). Si è perfezionata in Counseling Umanistico e in Musicoterapia, ha quindi approfondito gli studi seguendo corsi di Naturopatia Scientifica e di Cromoterapia, per poi specializzarsi in Life Coaching a indirizzo psicobiologico. Ha conseguito inoltre la preparazione in Assertiveness Coaching, per la gestione emozionale dei conflitti interpersonali in ambito familiare, affettivo e professionale, e attualmente sta perfezionandosi come Consulente Scientifico e Formatore del Benessere presso la Scuola di Alta Formazione UNIPSI a Torino. Ha iniziato giovanissima a pubblicare racconti, poesie e saggi, vincendo con i suoi testi diversi concorsi letterari nazionali. I suoi libri, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e alla poesia, sono stati tradotti fino ad oggi in inglese, portoghese, spagnolo, polacco, turco, ceco, sloveno. Tra le sue opere il romanzo "Non lasciarmi andare via", una storia di donne, di generazioni a confronto, sullo sfondo di un'isola bella e perduta: la Sicilia. Molto apprezzato dai lettori italiani, il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese in 13 Paesi nel mondo. Maria Amata Di Lorenzo è anche autrice di due raccolte poetiche, "Il tempo che oggi ti dorme nel cuore" e "In cammino senza lasciare la casa", e del saggio letterario "La luce e il grido. Introduzione alla poesia di Elio Fiore", dedicato a uno dei poeti italiani più significativi della seconda metà del Novecento. Ha scritto inoltre "Teresa di Calcutta - Il romanzo di un'anima" (pubblicato oltre che in italiano, anche in edizione inglese e spagnola per il mercato mondiale) e "Nome in codice Teresina - Il romanzo di Teresa di Lisieux", e la galleria di ritratti femminili "Mistiche e sante e libere donne di Dio", trentacinque ritratti di donne straordinarie che hanno fatto la storia con la loro fede e la loro amorosa follia. Dopo quattordici libri, scelti e pubblicati da apprezzate case editrici in Italia e all'estero, e forte di una lunga e proficua esperienza editoriale che dura da ormai venticinque anni, ha scelto di divenire un Autore Indipendente, e i suoi testi - pubblicati sotto la sigla Amata Independent Publishing - sono attualmente reperibili nelle librerie Amazon di tutto il mondo, in formato ebook e in edizione di carta. Romana, con ascendenze familiari trentine e abruzzesi, Maria Amata Di Lorenzo vive a Venezia. Il suo blog è questo: www.mariamatadilorenzo.it

3 thoughts on “Una cattedrale fatta di versi

  1. Sì, soprattutto il Paradiso dantesco ha forti analogie con le cattedrali gotiche, in quanto si crea un ambiente realizzato, modellato, determinatao dalla luce, luce che Dante crea appunto con le parole!
    Rosa Elisa Giangoia

  2. Io amo Dante fin dalle elementari e uno dei miei sogni è andare a Ravenna sulla sua tomba.
    Grazie per queste parole. Sono stupita dalla coincidenza: sabato 3 settembre verrà al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa Claudia Koll. Io canterò con il mio coro lirico e degli attori leggeranno parte della Lettera di Giovanni Paolo II agli artisti e… questi versi di Dante.
    Dante è padre della lingua italiana, esempio di intellettuale impegnato, laico e mistico insieme, filosofo, poeta… un uomo che ammiro.
    Amava Santa Lucia, ancora una volta una siracusana… perché lo guarì da un disturbo agli occhi. Lo sento vicino e caro, familiare nonostante la sua grandezza di genio.
    Maria Lucia Riccioli

    1. che belle cose mi dici, Maria Lucia, concordo in tutto!
      neanche io sono stata a visitare la tomba di Dante a Ravenna, bisogna che mi decida, è il padre delle patrie lettere e visto che noi scriviamo… dovremmo proprio andare! 🙂
      un carissimo saluto.

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